L’allergia alle punture di zanzara

Gli insetti ematofagi di maggior interesse medico sono le zanzare e tra questi i generi Anopheles, Culex e Aedes. Fino a pochi anni fa la zanzara più comune era la Culex pipiens. Da poche decine di anni anche Aedes Albopictus, la zanzara tigre proveniente dall’Asia, si è introdotta in occidente, in Italia è stata per la prima volta dimostrata la sua presenza a Genova nel 1990, in relazione all’importazione di pneumatici.

Durante l’anno, la zanzara tigre è presente fin dal mese di aprile e, attraverso varie generazioni, permane fino al mese di ottobre. Contrariamente alle altre specie, le femmine della zanzara tigre possono pungere l’uomo e gli animali anche di giorno, sono inoltre molto aggressive e prediligono le ore più fresche della giornata.

Spesso sono più colpite le donne: le zanzare possono essere attratte dalla CO2, dagli estrogeni, dai profumi o da altre fragranze. Tuttavia, alcuni autori affermano che sono più colpiti gli uomini in quanto questi ultimi hanno una corporatura maggiore e di conseguenza emettono più calore e CO2.

Quadro clinico delle reazioni allergiche alle punture di zanzara

Le zanzare possono produrre reazioni locali immediate rappresentate da eritema con edema (di circa 5-10 mm) che raggiungono il massimo dell’intensità dopo circa 20 minuti, per poi gradualmente regredire.

Nella saliva delle zanzare sono presenti sostanze istaminosimili che spiegano la reazione eritemato edematosa ma anche sostanze ad azione anestetizzante e anticoagulante.

In alcuni casi, estremamente rari, le reazioni possono avere un carattere sistemico con coinvolgimento della cute (orticaria angioedema), dell’apparato respiratorio (asma) ed anche del sistema cardiocircolatorio con abbassamento della pressione arteriosa.

Tra le reazioni ritardate locali, sono descritte papule pruriginose che raggiungono la massima intensità dopo circa 24-36 ore e possono perdurare per alcuni giorni; altre volte le reazioni includono le vescicole, le bolle, a volte anche la presenza di febbre.

Infine, sono stati a volte descritti sintomi respiratori dovuti all’inalazione di particelle derivate dalle zanzare e presenti nell’aria.

Diagnosi dell’allergia alle punture di zanzara

Dal momento che vi sono delle difficoltà pratiche nell’estrarre gli allergeni dalla saliva delle zanzare, spesso sono utilizzati gli estratti di corpo intero. Questo comporta innanzitutto una sotto diagnosi, e di conseguenza un minore utilizzo dell’immunoterapia. L’utilizzo di estratti di corpo intero comporta anche la presenza di molte proteine estranee alla saliva della zanzara, che sono inefficaci nella risposta immune oppure possono provocare eventuali altre neo-sensibilizzazioni.

La prima fase della diagnostica allergologica, finalizzata poi al corretto approccio terapeutico, è la raccolta dei dati anamnestici attraverso domande che facciano riferimento varie tipologie di zanzare ed alle loro modalità di puntura: poi seguiranno i test diagnostici allergologici per la ricerca delle Immunoglobuline E specifiche.

Inoltre, ai fini diagnostici, è importante discriminare queste reazioni dalle reazioni da punture di altri insetti quali quelle di imenotteri.

Terapia

Riguardo all’approccio farmacologico, la terapia per via sistemica è senz’altro da preferire nell’ambito di una reazione infiammatoria quale quella allergica: il farmaco d’elezione è l’antistaminico che svolge varie azioni, anche antiinfiammatorie.

Sono stati effettuati numerosi studi in cui la terapia antistaminica diminuiva significativamente, rispetto al placebo, la grandezza dell’edema, e riducendo il prurito a 15 minuti dal morso della zanzara. Naturalmente, se il processo infiammatorio non regredisce in tempi brevi, è consigliabile l’utilizzo di farmaci steroidei per via sistemica: infatti, il persistere della reazione in atto può favorire, anche attraverso il meccanismo del prurito e quindi del grattamento, la sovrapposizione infettiva che ovviamente andrà trattata con farmaci antibiotici topici o addirittura per via orale.

Intervenire prima possibile sulla manifestazione cutanea della puntura può quindi evitare la necessità di utilizzare ulteriori trattamenti antibiotici. La profilassi antitetanica non è in genere da effettuare a seguito di punture di insetti come le zanzare o altri insetti ematofagi .

Pertanto, specie in zone particolarmente infestate da zanzare ed in soggetti che abbiano dimostrato reattività in senso allergologico, può essere importante effettuare profilassi con uso protratto per tutta la stagione primaverile-estiva di antistaminici per via sistemica.

È necessario poi educare coloro che hanno avuto reazioni sistemiche a seguito di punture d’insetti in meriti all’uso dell’adrenalina come farmaco da utilizzare per l’urgenza medica. Tutti i pazienti con reazioni allergiche sistemiche dovrebbero avere un autoiniettore d’adrenalina.

I soggetti allergici dovrebbero evitare zone infestate dalle zanzare, per esempio boschi e paludi. È consigliabile indossare vestiti adeguati ed usare repellenti antizanzare in casi in cui l’esposizione alla puntura di zanzara non sia evitabile. Consigliare zanzariere e nel caso di utilizzo di tende da campeggio, quest’ultime dovrebbero essere pretrattate con insetticidi come la permetrina.

In presenza di sintomi sistemici e quando è stata dimostrata la presenza di IgE specifiche per la zanzara (cutanee e/o sierologiche), l’immunoterapia specifica con estratti di corpo intero è in grado di ridurre la sintomatologia e la necessità di uso dei farmaci.

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In caso di contagio, o sospetto tale, proveniente dalla puntura di zanzare si consiglia di rivolgersi al presidio medico disponibile più vicino.

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